5 cose da sapere prima di un viaggio in Polinesia Francese

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Ci sono destinazioni che si sognano da sempre, Paesi che meritano di essere visti almeno una volta nella vita ma che per investimento di tempo, budget ed energie, richiedono un’organizzazione precisa e una consapevolezza importante.
Per chi come me ha sempre desiderato volare verso il Pacifico, ecco 5 cose che è meglio sapere prima di un viaggio in Polinesia Francese.

5 cose da sapere prima di un viaggio in Polinesia Francese

1- Il viaggio è lungo (molto lungo!)

Non è una novità che per raggiungere le Isole del Pacifico ci voglia molto tempo ma, a volte, può darsi che la situazione venga un po’ sottovalutata, magari sopraffatta dalla forte voglia di partire e visitare posti così belli e celebri per fascino ed esclusività.
Ebbene, penso che invece sia fondamentale ragionarci su a priori, in particolare valutando le proprie possibilità di permanenza in loco; ipotizzare un soggiorno di 5-6 notti (come magari per altre destinazioni più vicine) è infatti una vera sciocchezza, in quanto non ci sarebbe il tempo materiale per ammortizzare stanchezza e fuso orario.
La durata del volo da Milano a Papeete è di 26 ore, con 2 scali a Parigi e Los Angeles. A tutto ciò si aggiunge una differenza di meno 11 ore, che di certo non favorisce l’adattamento.
A mio parere, perciò, oltre ad una preparazione psicologica notevole, è consigliabile valutare un viaggio di almeno 10-15 giorni, così da potersi ristabilire per bene per godersi il viaggio al meglio

2- Il passaporto non serve…ma serve! (E anche l’ESTA)

Forse in pochi considerano che la Polinesia Francese è una collettività d’oltremare della Repubblica Francese e ciò fa sì che, teoricamente, per visitare il Paese non sia necessario per noi italiani possedere il passaporto.
Non si riceve infatti nessun nuovo timbro all’aeroporto di Papeete in quanto, formalmente, è come entrare in un territorio europeo; tuttavia, lo scalo a Los Angeles implica l’inevitabile transito negli Stati Uniti e ciò non solo rende OBBLIGATORIO IL PASSAPORTO ma anche l’essere provvisti di ESTA, il visto turistico per l’ingresso negli USA, da richiedere online prima del viaggio al costo di 14$.

3- La Polinesia Francese è costosa o economica? Ecco la verità.

A rendere la Polinesia Francese un viaggio piuttosto elitario è sicuramente anche il prezzo, specialmente quello del volo. Non c’è la minima possibilità, infatti, di renderla un’esperienza low cost in quanto già per la prenotazione aerea bisogna mettere in conto qualche migliaio di euro.
Ad esclusione di ciò, la situazione in loco può essere molto costosa così come ragionevolmente economica, a seconda delle scelte.
Hotel e resort costano parecchio e ancor più tutti gli extra interni, a partire dai vari pasti e le bevande, che per 33cL di Coca Cola si arriva a sborsare persino 5-6 euro: un salasso!
Tuttavia, ho riscontrato che nei supermercati locali (come il Carrefour, per esempio) i prezzi sono molto simili a quelli italiani e a volte anche inferiori.
Come era presumibile, quindi, sono le strutture alberghiere a farci la cresta, giocando sulla voglia di relax totale e comodità del turista che decide di trascorre le proprie vacanze in Polinesia.
Inoltre, specialmente negli atolli delle Tuamotu, succede spesso che le lingue di sabbia sui cu sorgono i resort siano talmente piccole da non includere alcuna altra attività commerciale: la scelta in questo caso è del tutto obbligata e per mangiare e bere ci si deve rassegnare a spendere un patrimonio.
In conclusione, dunque, penso che un modo per ridurre i costi possa essere pianificare un soggiorno più autonomo – in guest house e facendo la spesa – nelle isole più grandi e servite, come quelle della Società, ma con la consapevolezza che i costi, in un itinerario completo e appagante, non saranno mai contenuti.
Polinesia Francese

4- Non solo mare e spiaggia.

Sebbene l’immagine della Polinesia Francese per antonomasia sia quella di un paradiso di spiagge bianche e acqua cristallina, questo magico arcipelago del Pacifico ha davvero molto altro da offrire.
Isole come Tahiti, Moorea e Bora Bora – le più note e frequentate – offrono infatti un entroterra particolarmente ricco e rigoglioso, affascinante ed esplosivo.
Sono tanti i modi per esplorarlo ma che sia in quad, in jeep 4×4 o persino in moutain bike, ciò che vi si incontra lascia assolutamente senza fiato: vallate verdissime e picchi alti, cascate scroscianti, jungla selvaggia e incredibili affacci mozzafiato.
Considerare la Polinesia come una vacanza di solo mare sarebbe molto riduttivo. Consiglio perciò di dedicare almeno una giornata per isola all’avventura e all’esplorazione del territorio, quello della Valle di Papenoo, a Tahiti, e sino alla vetta della Montagna Magica a Moorea, fra piantagioni di ananas e viste panoramiche a 360°.

5- Quando andare in Polinesia Francese: non tutte le isole sono uguali!

La Polinesia Francese è un arcipelago composto da 118 isole che a loro volta si dividono in 5 gruppi: le Isole della Società, le Tuamotu, le Isole Marchesi, le Australi e le Gambier.
Esse si estendono su un territorio di ben 4 167 km² e questo fa sì che il clima vari da zona a zona pur essendo, di base, di tipo oceanico, gradevole durante tutto l’anno.
I periodi migliori per andare in Polinesia Francese, cercando di evitare la pioggia, sono:
Per le Isole della Società: da maggio a ottobre
Per le Tuamotu: da maggio a ottobre
Per le Isole Marchesi: tra settembre e novembre
Per le Isole Australi: tra maggio e novembre, anche se generalmente piove spesso
Per le Isole Gambier: gennaio, febbraio, maggio, settembre e ottobre

Federica, 24 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale.
Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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