Cenotes in Messico: cosa sono e come visitarli

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I cenotes in Messico sono ciò che di più tipico e sensazionale offra Madre Natura, in una regione tanto ricca e affascinante come la Penisola dello Yucatan.
Ma cosa sono i cenotes? Come si possono visitare? La mia esperienza e tante informazioni utili per arricchire di emozioni impareggiabili il proprio viaggio in Terra Maya.

Cenotes in Messico: cosa sono e come visitarli

Una delle principali caratteristiche morfologiche della Penisola dello Yucatan è quella di essere disseminata di cenotes, una delle principali attrazioni della Riviera Maya, da vedere assolutamente durante un viaggio in Messico.

Cosa sono i cenotes in Messico?

I cenotes in Messico sono una serie di grotte calcaree, formatesi nel corso dei secoli, che hanno la particolarità di costituire, nel loro insieme, un’infinita rete di caverne tutte collegate fra loro per chilometri e chilometri.
È qui che confluiscono le acque dolci del terriotrio messicano che, invece di scorrere in superficie come nel caso dei tradizionali fiumi, “spofondano” nel sottosuolo a causa dell’estrema porosità del terreno.
Ciò che si va a creare è un vero e proprio ecosistema sotterraneo, tanto complesso quanto perfetto, da esplorare e scoprire e che non può lasciare indifferenti.

Esistono 2 tipologie fondamentali di cenotes:

1- Quelli totalmente aperti, come quello di Chichén Itzà, dove dalla sommità è possibile vedere l’acqua sul fondo che, in apparenza scura ma in realtà limpidissima, origina una vera e propria piscina naturale dove è possibile fare il bagno.
A rendere ancor più suggestivo il contesto, in questo caso, è la vegetazione che, rigogliosa, si sviluppa attraverso rami e liane, muschi e piante rampicanti.
Un sistema di gradini facilita l’accesso ai visitatori facendo sì che la discesa sia assolutamente semplice e comoda.
L’acqua è fredda – rispetto a quella del Mar dei Caraibi – dolce e pulita, perfetta per una nuotata rinfrescante dopo una giornate sotto il sole, a spasso fra i siti archeologici.

Ho visitato il cenote Ik Kil – tra i più famosi e frequentati – durante il mio primo viaggio in Messico, durante l’escursione a Chichen Itza e Valladolid.
Ricordo lo stupore, l’incredulità, la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di mai visto prima.
In loco è possibile cambiarsi, utilizzando gli spogliatoi e le toilette all’esterno e, una volta in costume, scendere fino a sfiorare l’acqua per poi decidere se immergersi o meno.
Il mio consiglio? Non lasciatevi sfuggire la possibilità di un tuffo, di vivere un’esperienza così tipica, di un bagno in un “lago” sotto il livello del mare.

2- Quelli chiusi, sotterranei, come quello di Dnitzup.
I cenotes di questo tipo possono anche passare inosservati, all’occhio meno esperto, in quanto, a differenza dei precedenti, si sviluppano totalmente sottoterra. L’ingresso è spesso celato dalla vegetazione e consiste in strette scalinate scavate nella roccia.
All’interno, un mondo parallelo vive e respira, fra stalgmiti e stalattiti rocciose, formatesi nei millenni goccia dopo goccia.
L’ambiente è umido, particolarmente suggestivo, illuminato da luci artificiali e da leggeri spiragli di sole che, talvolta, riescono a filtrare dalla superficie.
Come un labirinto di stanze e cunicoli, stretti passaggi e anguste gallerie, questo è – di fatto – un ecosistemo perfettamente equilibrato che fa da habitat a piccoli pesci e colonie di pipistrelli.

Tra i cenotes in Messico, quelli sotterranei permettono, a parer mio, di vivere un’esperienza ancor più forte ed emozionante, all’esplorazione di quello che i Maya definivano l'”inframudo“.
Pregne di valenza mistica, queste grotte erano infatti luoghi sacri in antichità, una sorta di porta verso la spiritualità, il punto di collegamento fra il mondo dei vivi e l’aldilà.

Ho visitato il primo cenote sotterraneo durante il mio secondo viaggio in Messico: un’avventura intensa, a tratti impegnativa, a 15 metri sottoterra con muta e caschetto in testa.
Come una piccola speleologa, ho trascorso un paio d’ore muovendomi da una stanza all’altra, nuotando con il capo chino per non scalfire le pareti della grotta, ripercorrendo il sentiero tracciato dagli antichi sciamani.
Ho incontrato fossili, totem millenari e mi sono stupita di fronte a quelle enormi formazioni calcaree che – scienza afferma – ci mettono la bellezza di 100 anni per crescere di un solo centimetro.
Un posto incredibile, senza paragoni, da esplorare accompagnati da una guida esperta e armati di spirito d’avventura!

Come visitare i cenotes in Messico?

A seconda della tipologia di cenotes, variano anche le modalità con cui è possibile visitarli.

Quando si parla infatti di quelli aperti, le soluzioni possono essere:
Muoversi in autonomia, con una macchina a noleggio o in taxi, per raggiungere i vari cenotes che si desidera vedere. La maggior parte sono gratuiti mentre a pagamento sono spesso i servizi a essi correlati come le docce e i bagni.
Optare per escursioni organizzate, dal tour operator con cui si viaggia o da agenzie private locali.
In questo caso, ci si sposta generalmente in gruppo, scortati da una guida e da un autista. Si è meno liberi, in termini di tempistiche ma può essere un modo comodo e sicuro di muoversi, specialmente per chi non è un viaggiatore particolarmente esperto.

Se invece si desidera visitare i cenotes sotterranei, è ovviamente obbligatorio affidarsi a un’agenzia che organizza questo tipo di tour, come per esempio Mexxtremo Adventures.
Per scendere nelle profondità è infatti fondamentale essere accompagnati da una persona competente, esperta, che conosce l’ambiente e possa fornire al turista tutto il supporto e le indicazioni utili per esplorare il cenote in sicurezza.
Si tratta di un’attività non consigliata a persone particolarmente claustrofobiche o con difficoltà motorie ma, in linea di massima, può essere svolta da chiunque, a patto che si seguano le regole impartite dalla guida.
Tutta l’attrezzatura (muta, caschetto e torcia), fondamentale per visitare la grotta, viene fornita in loco dall’agenzia.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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