Cosa vedere a Sofia in 1 giorno: a piedi per il centro storico

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Viaggiando, mi sono resa conto che in Europa ci sono intere nazioni e città del tutto trascurate e ignorate dal turista in partenza.
Esse non vengono proprio prese in considerazione, spesso surclassate da metropoli e destinazioni ormai celebri e decisamente inflazionate: la Bulgaria è una di questa e così la sua capitale, una piacevole sorpresa per me ed un’ottima idea per tutti voi, che ancora non ci siete stati.
In questo articolo cercherò di convincervene, raccontandovi cosa vedere a Sofia in 1 giorno o poco più.

Cosa vedere a Sofia in 1 giorno: a piedi per il centro storico

Un punto ideale da cui cominciare –  e dove poi concludere – l’esplorazione del centro storico di Sofia è Vitosha Boulevard, la via principale della città, una pedonale che dal Palazzo della Cultura porta alla Chiesa di Santa Domenica.
È la strada dello shopping – con i grandi brand internazionali – del tempo libero e dell’aperitivo, con una serie di localini carinissimi che ne affollano i marciapiedi da ambo i lati.
Io la trovo così, tutta bella bianca di neve, ma con i passaggi sempre ben spalati in modo da permettere di camminare comodamente senza rischiare la vita sul ghiaccio…certo, qualche scivolone è sempre dietro l’angolo ma è decisamente apprezzabile tutta questa cura e pulizia, qui come in altre zone di Sofia.

Si prosegue così a piedi, dando un’occhiata alle vetrine e in direzione della Cattedrale Ortodossa di Santa Domenica che, con la sua struttura massiccia e squadrata, sormontata da un grosso cupolone piatto, fa quasi da confine per lo sguardo al termine della via.
Ci si può entrare liberamente e all’interno si scopre un’ambiente ricco, con le pareti completamente affrescate e un enorme lampadario di fronte all’altare.

A questo punto, oltrepassando la Chiesa e svoltando a destra, ci si trova circondati da alti edifici dall’aspetto austero in tipico stile socialista.
Sulla destra, il Palazzo Presienziale mentre a sinistra campeggia l’alta colonna con la statua di bronzo e rame di Santa Sofia, patrona della città. Questo monumento è il simbolo della capitale e ha sostituito, nel 2001, la vecchia statua di Lenin.

La tappa successiva è l’antica Chiesa di San Giorgio, situata proprio oltre uno degli archi lì accanto.
Essa è l’edificio più antico di tutta la capitale bulgara e, nel corso della storia, ne ha viste di tutti i colori: nata nel IV secolo per il culto cristiano è successivamente diventata moschea sotto l’Impero Ottomano per essere poi nuovamente rincovertita.
Una pianta circolare, una struttura in laterizio rosso e ben 3 strati di affreschi alle pareti.
La visito in totale silenzio, ammirandone i soffitti affrescati in netto contrasto con le pareti spoglie a mattoncini, mentre nella piccola navata si svolge la canonica messa domenicale.

Ma le cose da vedere a Sofia non mancano!
Salendo i gradini, proprio oltre lo rotonda  occupata dalla Chiesa, mi inoltro a piedi per i vialetti candidi del Sofia City Garden, il parco cittadino più antico e centrale della capitale.
La neve ricopre aiuole e panchine e tra la fitta nebbiolina del mattino scorgo il Teatro Nazionale, che spicca sul ciel bianco con la sua struttura classicheggiante color geranio e, qualche metro più in là, le mura gialle della Galleria d’Arte Nazionale.
Poco lontano c’è la Chiesa di San Nicola, di evidente ispirazione russa, con i tettucci verdi e le cupole a cipolla dorate.

A questo punto una buona scelta è quella di proseguite dritti lungo Tsar Osvoboditel Boulevard fino ad incontrare un’imponente statua equestre: è il Monumento dello Zar Liberatore, opera dello scultore italiano Arnoldo Zocchi, il quale si aggiudicò il primo posto nel concorso internazionale, svoltosi nel 1900. Essa celebra la fine della guerra di liberazione russo-turca.
Proprio di fronte si susseguono le sedi delle varie ambasciate estere a Sofia: quella italiana è ermeticamente celata dietro ad un grosso portone scuro mentre quella austriaca, oltre un’elegante cancellata in ferro battuto, pare quasi una torta nuziale, di un delicato color rosa pastello.
Superando un grazioso parchetto, ecco che all’improvviso vedo lei, il  simbolo indiscusso di Sofia, quella mattina particolarmente protagonista e circondata da TV e giornalisti.
Nel giorno dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica bulgara, incontro la Cattedrale Ortodossa di Aleksandr Nevskij: 45 metri, 12 campane e una capienza di ben 5.000 fedeli.
Vista da fuori, cosí massiccia e grandiosa, mi fa sembrare quasi piccolo e intimo l’interno, decorato in stile italiano e con un altare dedicato a San Cirillo, inventore dell’alfabeto cirillico.

Dall’altra parte della strada, tra le cose da vedere a Sofia, la Basilica di Santa Sofia – da cui deriva il nome della città – accompagnata esternamente dal Monumento al Milite Ignoto.
Essa è testimone di una storia molto travagliata, che ha visto susseguirsi varie dominazioni e confessioni. Distrutta molte volte, è stata poi ricostruita sulle antiche fondamenta dell’antica necropoli di Serdica (così si chiamava la città, in origine) i cui resti si possono vedere e toccare con mano nel museo sottostante, al piano interrato.
Qui vi si trovano ruderi e pietre datate addirittura al I secolo, tra riproduzioni di preziosissimi mosaici di era romana.

Giunti qui, è dunque il momento di incamminarsi nuovamente verso la centralissima stazione della metropolitana Serdika, vicinissima alla Cattedrale di Santa Domenica, da cui si è partiti.
Infatti, forse non tutti sanno che Sofia è una città da scoprire anche sotto terra, scendendo oltre il livello stradale, tra le scale e i binari del treno.
Qui, un recente museo ha portato alla luce ciò che rimane di una vecchia città romana, le cui mura risalgono all’epoca di Diocleziano.
Ritrovamenti che segnano l’inequivocabile legame tra la storia italiana e quella bulgara.

Uscendo, rimango molto colpita da ciò che mi trovo di fronte.
Nello stesso posto, entro il medesimo campo visivo, tre edifici talmente simili ma così profondamente diversi che vivono e convivono, in completa pace e armonia. A pochi passi dalla Chiesa Ortodossa, sorge la Moschea Banya Bashi – l’unica della città – con il suo longilineo minareto appuntito e, per niente distante, c’è persino una sinagoga ebraica.
Differenti religioni ma un unico sentimento comune: il rispetto della fede altrui.
Per un po’ di shopping o anche solo per mangiarsi un boccone, segnalo, lì di fronte su Maria Louiza Boulevard, il Central Market Hallun mercato molto popolare organizzato all’interno di uno stabile storico a partire dal 1911.
Qui, al di sotto di una struttura a due piani verde bottiglia, vago tra bancarelle di cosmetici alla rosa e artigianato, stand di cibo tipico, abbigliamento e souvenir.
Un insieme di colori e profumi, vocio e allegria da cui lasciarsi trasportare, come dei veri locals.


Per riassumere: 

Da vedere a Sofia in 1 giorno 

  1. Vitosha Boulevard
  2. Cattedrale Ortodossa di Santa Domenica
  3. Statua di Santa Sofia
  4. Chiesa di San Giorgio
  5. Teatro Nazionale
  6. Galleria d’Arte Nazionale
  7. Chiesa di San Nicola
  8. Monumento dello Zar Liberatore
  9. Cattedrale Ortodossa di Aleksandr Nevskij
  10. Basilica di Santa Sofia
  11. Museo della metropolitana Serdika
  12. Mosche di Banya Bashi
  13. Central Market Hall

Federica, 28 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Discussion2 commenti

    • Oooossí, Sofia è davvero un gioiellino ma credimi che a scriverlo sembra un giro lunghissimo ma poi, vedrai, le distanze sono molto ristrette…e proprio questo a me è piaciuto parecchio!

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