Cosa vedere in Senegal: la moschea di Touba

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A Touba – letteralmente “il grande bene” –  si accede da un vero e proprio ingresso; una sorta di massiccio portale che segna il confine con la città sacra, quella che potrebbe essere definita come una sorta di Vaticano senegalese.

La moschea di Touba

Touba

Le impalcature attorno ai minareti della grande moschea ne rovinano un po’ la visuale: di certo, senza tutta quella ferraglia addosso, la maestosa struttura – il più grande monumento musulmano dell’Africa nera – avrebbe spiccato molto di più, con le sue mura giallo ocra in netto contrasto con il blu del cielo senegalese.

Touba è particolare, quasi un mondo a sè, dove non è nemmeno permessomosche-touba-travelliamo accendersi una sigaretta. Obblighi e divieti continuano all’interno del perimetro della moschea, oltre i cancelli, dove noi donne siamo costrette a coprirci completamente nascondendo braccia, gambe, caviglie e capo.
Non possiamo fotografarci assieme ai nostri compagni maschi e ci suggeriscono di evitare anche il dialogo con loro, per non turbare nessuno e rispettare il culto.

L’entrata alle zone strettamente dedicate alla preghiera non è consentito ai non-musulmani e così ci accontentiamo di aggirarci all’esterno della struttura, mentre i Dottori della Moschea ci conducono attraverso gallerie e porticati, tra una profusione di marmi rosa del Portogallo e bianchi di Carrara, stucchi arabi, tappeti dal Belgio ed enormi lampadari rivestiti d’oro.

Quello che vediamo non è assolutamente paragonabile a ciò che accade nelle nostre chiese: alla moschea le persone non soltanto pregano ma addirittura mangiano, si sgranchiscono passeggiando e persino dormono stese a terra.
touba moscheaTrascorrono qui le loro giornate, onorando le tombe dei Califfi e invocando Allah, in un ambiente così curato e opulento da non sembrar nemmeno parte del Senegal che ho imprato a conoscere, di quel Paese caotico e un po’ sregolato che cresce e vive ogni giorno oltre le mura di Touba.

La costruzione di questo monumento religioso è durata 32 anni, ha richiesto 1.800.000 ore di lavoro – secondo una stima – e 4.800 tonnellate di pietre, sabbia e d’acciaio.
È la sede del mouridismo, una corrente islamica piuttosto rigorosa e la tomba del suo fondatore, lo sceicco Amadou Bamba, si trova proprio qui.
Non stupisce dunque che Touba sia protagonista, ogni anno, di un’importantissima celebrazione, poco nota a noi occidentali: il Magal. Esso ha lo scopo di riunire milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo proprio qui, intorno a questa moschea e – pensate un po’ – l’affluenza è talmente alta da renderlo il secondo pellegrinaggio per numero di presenze dopo l’Hajj, alla Mecca.

Federica, 28 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Discussion2 commenti

    • Ciao Franco, innanzitutto grazie per essere passato di qua.
      Personalmente non ti consiglio di dormire a Touba, per varie ragioni. Per prima cosa non c’è la necessità di farlo, in quanto si tratta di una località in cui comunque la vera attrazione è la Moschea, che visiti tranquillamente in qualche ora, volendo proprio fare tutto il giro guidato.
      Secondariamente, essendo una Città Santa è molto particolare, con i suoi divieti e le regole da rispettare.
      Io, personalmente, venivo da Toubacouta e ho poi dormito quella notte a Saint Louis, entrambe distanti ma, come dicevo, Touba è più che altro un punto di passaggio più che di permanenza.

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