Escursione nel deserto a Dubai: adrenalina e avventura tra le dune

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Oltre i grattacieli e le mille luci scintillanti, oltre la folla, lo sfarzo e gli eccessi, Dubai non è altro che un orizzonte infinito di sabbia dorata, che si estende a perdita d’occhio al di lá dei confini dell’immaginazione.
Un’escursione nel deserto a Dubai è un’esperienza magica, da vivere con l’adrenalina a mille, per non rinunciare a quel pizzico di avventura che renderà il viaggio indimenticabile.

Escursione nel deserto a Dubai: adrenalina e avventura tra le dune

Prima di potersi inoltrare tra le dune di Ad-Dahna è necessario scegliere la compagnia a cui affidarsi, con la sicurezza che si tratti di un gruppo serio e professionale, con autisti e guide preparate e disponibili.
Io ho scelto Arabian Adventures  che sul proprio sito mette a disposizione una lunga serie di pacchetti con attività a scelta, in gruppo o esclusive, per vivere il deserto come meglio si desidera.

Partendo dal centro di Dubai, ci vuole circa un’oretta d’auto per raggiungere la sede da cui cominciano le rombanti avventure in sella a buggy e quad, alla scoperta di paesaggi unici, incontaminati, sempre scortati da un membro dello staff.
Casco ben saldo, motori accesi e via: sobbalzando sulla sabbia mi inoltro tra le grandi dune del deserto, così sinuose e perfette da sembrar quasi dipinte col pennello.

Lascio le mie impronte sui loro profili intonsi e inviolati, modellati solo dal caldo vento d’Arabia.
Mi siedo e mi fermo ad ascoltare il silenzio, quello così totale e avvolgente che solo chi ha vissuto il deserto conosce e riconosce.
L’aria è calda ma soffia una brezza leggerissima, che solleva leggermente i granelli da terra creando una sorta di nuvola di polvere magica, che abbraccia piedi e caviglie man mano che si avanza.

Giusto il tempo di scattare qualche bella foto che è già tempo di rimettersi in marcia, conquistando chilometri e orizzonti, nuove dune e spazi, apparentemente tutti uguali eppure sempre così diversi e unici.
Come in un labirinto senza pareti, nel deserto si impara ad apprezzare la solitudine e le piccole cose, stupendosi come bambini di quel dromedario incontrato per caso, anche se altrove se n’è visti a decine.

A bordo di una jeep si varca quindi l’ingresso della Dubai Desert Conservation Reserve, un’area di 225 chilometri quadrati istituita e protetta dal governo degli Emirati Arabi con lo scopo di proteggere e tutelare l’ambiente e la fauna.
Qui, mentre il tramonto si fa sempre più vicino, ci si può dedicare a varie attività, destreggiandosi con il sandboarding – per i più avventurosi – o partecipando ad una caratteristica cammellata.
Ciondolando in sella a un dromedario, mi lascio cullare da quella melodia silenziosa, che non si sente per davvero ma che risuona nella mente, passo dopo passo, di duna in duna.
Mi rilasso completamente scortata dal mio nuovo amico a quattro zampe, godendomi ogni attimo di quell’esperienza capace di emozionarmi sempre, pur non trattandosi più della prima volta.

Il deserto a Dubai è uno stile di vita, una cultura, fatta di profumi e cibi tipici, costumi e usanze e così, nella suggestiva cornice di un’intensa golden hour, un uomo di bianco vestito si esibisce nell’incredibile arte della falconeria, accompagnando con maestria l’elegante volo del rapace, sempre pronto a tornarsene appollaiato sul suo braccio.
E mentre il sole pian piano va giù, regalandomi l’ennesimo spettacolo mozzafiato, le temperature calano bruscamente e il cielo si fa via via più scuro e impenetrabile, quasi a voler ricordare, anche al turista più sprovveduto, che il deserto è così, capace di vivere e farsi rispettare anche senza dire una parola.

 

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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