Escursione a Stone Town, oltre le spiagge di Zanzibar

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Un’escursione a Stone Town è una di quelle visite assolutamente imperdibili durante un viaggio a Zanzibar.
È l’occasione per entrare in contatto con l’Africa vera, con l’altro volto dell’isola, con tutto ciò che essa offre al di là dei confini ovattati dei resort, oltre il mare e le spiagge paradisiache.

Escursione a Stone Town, oltre le spiagge di Zanzibar

Escursione a Stone TownPer raggiungere Stone Town, nel sud-ovest di Zanzibar, ci sono 2 opzioni:
1) Ci si può muovere autonomamente, decidendo di prendere un taxi dal proprio resort (il tempo massimo di percorrenza, ipotizzando di trovarsi all’estremo nord, è di 1 ora e mezza).
2) Si può decidere di partecipare ad un’escursione organizzata, dal tour operator o dall’hotel stesso, per visitare la città accompagnati da un autista e dalla guida, come ho fatto io con ZanTours.

In entrambe le circostanze, le cose da vedere a Stone Town rimangono le stesse, per un tuffo nell’atmosfera più autentica di un territorio che merita di essere scoperto anche nel suo lato più crudo, incensurato e graffiante.

Cosa vedere a Stone Town

Stone Town è dove l’Africa nera incontra il mondo arabo e lo stile della lontana India. Dove in passato hanno transitato schiavi e mercanti, colonizzatori inglesi e sultani.
Una città che è un caleidoscopio di colori e sensazioni, con le sue eleganti porte intarsiate e i vicoli deserti, il caotico mercato cittadino e i curati giardini del re.
Un dedalo di stradine che brulicano di persone e zebù, galline, carretti e bambini che scorrazzano qua e là.
Stone Town è un posto da esplorare con gli occhi spalancati e le orecchie tese, con i sensi che fremono e tanta curiosità.

Da non perdere:

1) Darajani Market
Poco lontano dalla stazione dei bus, si trova il frequentatissimo mercato di Darajani, uno dei posti che più amo di Stone Town.
Impossibile definire con precisione il numero di bancarelle che lo costituiscono in quanto i vari banchi e la merce sembrano quasi sovrapporsi e accavallarsi, all’aria aperta ma non solo, in un vero e proprio labirinto, a tratti coperto da tendaggi e tettoie di makuti.
La passeggiata comincia tra i colori della verdura e della frutta freschissima: pomodori e banane, mango, noci di cocco e patate.
Un signore con il volto segnato vende del pane trainando a mano un carrello mentre un forte odore di olio bollente sale acre dai truck del cibo fritto.

L’aria si fa poi decisamente più pesante quando ci si trova a camminare nei settori dedicati al pescato e alla carne cruda.
Enormi zamponi di manzo penzolano appesi al soffitto mentre un cesto colmo di interiora è avvolto da un nugolo di mosche.
L’odore è forte, pungente, stomachevole, tra i ritagli di capretto così come nel perimetro dedicato all’asta del pesce.

Il vocio è forte, il respiro si affanna e l’unico posto in cui trovar sollievo è tra le bancarelle delle spezie, loro che sono il simbolo di Zanzibar, loro che inebriano l’aria dell’aroma del curry e dello zenzero, tra sentori di cannella, curcuma e vaniglia.
Approfittate per comprarne più che potete, trattando sempre sul prezzo ma certi di acquistare prodotti di qualità.
2) Il Palazzo delle Meraviglie e i Giardini di Forodhani
Per trovare un po’ di pace e respirare una Stone Town decisamente diversa, non c’è niente di meglio che spingersi fino ai curati Giardini di Forodhani, proprio di fronte al Palazzo delle Meraviglie.
Questa grande struttura bianca era, un tempo, la casa del sultano di Zanzibar e deve il suo soprannome al fatto di essere stato il primo palazzo dell’isola ad essere dotato di ascensore ed elettricità.

Dall’altra parte della strada, con un bell’affaccio sul mare, le aiuole dei Giardini di Forodhani sono molto apprezzate dai turisti ma anche dai locali, che ci trascorrono le giornate discutendo di calcio o giocando a dama.
Dopo le 17 il parco si trasforma, vi vengono allestiti decine di banchetti dove è possibile provare un sacco di specialità zanzibarine, dal tipico succo di canna da zucchero fino a pietanze decisamente più particolari….per stomaci forti!

3) La Chiesa Anglicana
Se già una chiesa cristiana in un Paese prettamente musulmano fa il suo effetto, ancor più forte è l’impatto quando si scopre che questa struttura, eretta dai missionari anglicani nel 1873, si trova sul luogo dove un tempo si svolgeva il mercato degli schiavi.
Nel seminterrato si possono ancora visitare due vecchie celle in cui venivano segregati e ammassati gli uomini prima della vendita, per metterne alla prova la forza e la resistenza.
All’esterno, un monumento molto toccante ne celebra la memoria.

4) Il centro storico, patrimonio UNESCO
Stone Town è famosa nel mondo per i suoi portoni intarsiati, opere un tempo utilizzate dai mercanti arabi ed indiani per ostentare la propria ricchezza.
Distinguerli è facile: quelli arabi riportano scene tratte dal Corano mentre le porte indiane sono arricchite da borchie appuntite e spuntoni.
È bello gironzolare senza meta tra le viuzze e i palazzi in rovina, guardandosi intorno con rispetto e contemplazione. Tantissimi negozietti e botteghe espongono tessuti e ninnoli vari, mentre la vita intorno scorre lenta, nel silenzio di una città che pare non essersi accorta di essere ormai nel ventunesimo secolo.

Sebbene io rimanga sempre molto colpita dal fascino decadente del centro storico di Stone Town, dal 2000 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è opinione comune che i palazzi più belli siano quelli privatizzati, come il Thairia Topan Palace, attualmente sede dell’hotel Emerson & Green e della sua bellissima Tea Room, una terrazza da té all’ultimo piano, da cui godere di una meravigliosa vista sulla città.

5) La casa di Freddie Mercury
Che si sia fan dei Queen o meno, vale la pena fare un salto qui, a quella che è stata la casa del celebre cantante Freddie Mercury.
Dell’abitazione originaria ora non rimangono che le mura e una targa commemorativa, mentre l’edificio è ad oggi un hotel.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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