Escursioni in Messico: Rio Lagartos ed Ek Balam

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Dulcis in fundo, a pochi giorni dal nostro rientro in Italia, abbiamo optato per un tour decisamente meno popolare e quotato; di strada ne abbiamo dovuta fare tanta ma la giornata trascorsa ci ha ripagati degnamente.
Prima tappa: Rio Lagartos, una laguna incontaminata a circa 3 ore e mezza di distanza a nord nella penisola dello Yucatan.

L’area fa parte di una riserva protetta ed è collegata ad ovest con le acque del Golfo del Messico. Celebre per le sue saline, è dimora di una ricca fauna avicola ed è perciò una zona ideale per il birdwatching.

A bordo di piccoli motoscafi siamo stati condotti lungo il fiume dal nostro capitano che, dotato di una vista da lince, scovava anche gli uccelli meglio mimetizzati. Aironi, pellicani, aquile reali….e infine loro, il vero spettacolo di Rio Lagartos: i fenicotteri rosa.
Se ne stavano tutti raggruppati in prossimità delle saline dando vita ad un’incantevole macchia colorata, così rosa da sembrar quasi dipinta; inizialmente tranquilli, poi sempre più agitati dalla nostra presenza, si sono pian piano allontanati spiccando il volo, lasciandoci tutti a bocca aperta.
Ma la nostra esperienza con questi elegantissimi volatili non era ancora finita. Più volte, navigando il fiume, ci siamo imbattuti in qualche gruppetto solitario a cui ci siamo potuti avvicinare più di quanto immaginassimo.

Molto emozionante anche l’incontro con un cucciolo di alligatore che, seppur con fatica, siamo riusciti a fotografare.

E per non farci mancare nulla, abbiamo avuto la possibilità di testare su noi stessi le proprietà benefiche dell’argilla di Rio Lagartos; un toccasana per la pelle, dicono, e sicuramente un gran divertimento per tutti quando si tratta di spalmarsela addosso.


Così, dopo un succulento pranzetto di pesce in un ristorantino adiacente al porto, ci siamo rimessi in marcia diretti ad Ek Balam, sito archeologico di recente apertura al pubblico (basti pensare che gli scavi iniziarono solo 25 anni fa) e per questo ancora poco frequentato.
Qui, a differenza di Chichén Itzè e Cobà, non tutte le rovine presenti sono state portate alla luce dagli archeologi; di fronte alla piramide principale si ergono infatti due collinette totalmente coperte di vegetazione, celanti quelli che paiono essere due templi.
Una volta varcato l’arco d’entrata, tipico di ogni sito Maya, è impossibile non rimanere stupiti di fronte alle incredibili condizioni delle strutture le quali, pur non avendo subito nessun restauro da parte degli archeologi, si presentano perfettamente intatte in ogni loro parte.
Ecco quindi il campo da gioco della pelota, l’osservatorio astronomico e la piramide che, anche questa volta, non ci siamo lasciati sfuggire la possibilità di scalare.
Un tesoro, quello di Ek Balam, che nasconde ancora numerose sorprese; un sito che merita di essere visitato non solo oggi ma anche in futuro quando sarà possibile ammirarlo completo in tutta la sua bellezza.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Discussion17 commenti

  1. Che belle foto! Io i fenicotteri li ho visti solo in Sardegna, a San Teodoro, ma sembravano un po’ più sbiaditi di questi 😉 ho letto che può dipendere dall’alimentazione…

    • Ciao cara,
      sì il colore dei fenicotteri dipende proprio da ciò che mangiano. Questi si nutrono infatti di piccoli pesciolini/gamberetti (ora mi sfugge il nome) che donano loro questo splendido colore. Anche la quantità mangiata ne influenza la tonalità: i più giovani risultano più sbiaditi mentre, crescendo, la tinta diviene sempre più vivace.

      Grazie per essere passata!
      Buone feste e torna a trovarmi

  2. Bellissimo post! Complimenti! Adesso so che devo aggiungere questa meta al mio itinerario mentale per il Messico (un viaggio che sogno di fare da anni). Grazie ☺️ e buon anno nuovo! Ilaria

    • Assolutamente Ilaria, Ek Balam è imperdibile e una gita in barca tra i fenicotteri non è certo un’esperienza qualunque. Ti auguro di poter partire presto!
      Buone feste e torna a trovarmi

  3. Ma sono bellissimi questi fenicotteri, e che paesaggi! Vedi, mi hai invogliato ad aggiungere un buon proposito a questo 2014 appena iniziato: viaggiare 🙂
    Tanti auguri e complimenti!! 🙂

  4. ciao Federica grazie, sono contento che ti sia piaciuto il mio articolo! io a sto punto colgo l’occasione per farti i complimenti perchè il tuo blog è davvero bello e ben fatto, anche la parte grafica mi piace molto! vorrei riuscire anche io un giorno ad avere queste capacità..ahah! ciao!

    • Ciao,
      grazie mille, mi fa piacere che il mio blog ti piaccia; inoltre ti assicuro che è solo questione di pratica…dopo un po’ viene molto più facile, vedrai! =)
      Torna a trovarmi

  5. Che bel viaggio…immersa nella natura. Io non sono mai stata in messico…Deve essere bellissimo. Stiamo organizzando adesso un viaggio a Bankok fino ad arrivare a Raugon per poi andare nelle isole davanti…i miei amici di viaggio amano le immersioni 🙂
    Ti farò sapere come è il posto visto che ami viaggiare.
    Io metto nel mio archivio i tuoi suggerimenti.!
    Un abbraccio

  6. Bellissime le foto! Soprattutto i fenicotteri! Adoro viaggiare e questi sono ottimi spunti!
    E grazie x aver visitato il mio blog di dolci…spero di poterti addolcire con le ricette!

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