Escursioni in Tunisia: la Moschea di Kairouan, la medina e l’anfiteatro di El Jem

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Affascinante, poco nota – per lo meno al turista medio – e antichissima: Kairouan è la quarta città santa per per l’Islam dopo Gerusalemme, Medina e La Mecca: un gioiello del patrimonio culturale e artistico del maghreb, una di quelle città da vedere assolutamente durante un viaggio alla scoperta della Tunisia.

Escursioni in Tunisia: la Moschea di Kairouan, la medina e l’anfiteatro di El Jem

Ci vogliono dalle 2 alle 3 ore d’auto per raggiungere Kairouan dalle coste della Tunisia, che si soggiorni ad Hammamet, Mahdia o Keliba, le località balneari più note e frequentate.
Un tragitto lungo ma che procede liscio, nonostante le strade del Paese non siano sempre così performanti.
Fuori dal finestrino, il paesaggio cambia notevolmente man mano che ci si avvicina alla meta, passando dalle verdi distese di ulivi a un ambiente decisamente più arido, caratterizzato da tinte calde e sabbiose, sintomo di un clima più caldo e secco.

Non appena metto piede in città vengo travolta e avvolta da un’aria particolarmente bollente, quella che l’ha resa nota come il centro urbano più rovente della Tunisia.
A renderla celebre è però anche – e soprattutto – la Grande Moschea di Kairouan, una delle più antiche del Maghreb, un tassello ancora mancante nella mia collezione di moschee viste e visitate nei vari Paesi del mondo.
Mi copro le spalle, come l’Islam insegna, prima di varcare la porta dell’edificio sacro, ampio 9000 m² e risalente addirittura al 670.

Si percepisce una forte energia tra quelle mura così datate e massicce – che un tempo fungevano da fortezza -e percorrendo a piedi l’ampio spazio che separa la sala di preghiera dal minareto, alto più di 30 metri.
C’è silenzio, profumo di ambra bruciata e, facendo svolazzare il mio leggerissimo foulard color rosa confetto, mi perdo ad ammirarne i dettagli e l’architettura, seguendo con lo sguardo i fedeli in attesa della preghiera.
Riconosco le vibrazioni, le sento sulla pelle, di questo mondo arabo che mi conquista ancora, di volta in volta, sempre di più.
Con ancora il sentore dell’incenso fra i capelli, mi sposto in direzione della medina, il cuore pulsante dell’attuale Kairouan.
Passeggiando spensierata fra vicoletti dal sapor mediorientale e viuzze strette strette, sorrido pensando a chi mi chiede ancora: “Ma com’è la situazione in Tunisia?”
“Colorata!” – rispondo io- specialmente di bianco e blu, con piastrelle smaltate e decorate con arabeschi dettagliatissimi.
Ci sono alberi di eucalipto e fichi d’india, le bancarelle ai lati delle strade vendono datteri e pannocchie arrostite mentre tappeti e stuoie variopinte sventolano dai balconi e da quei piccoli terrazzini abbarbicati che rendono tutto estremamente pittoresco.
La gente parla a voce alta, qualche volta sembra persino stiano litigando ma è solo apparenza: sono i suoni forti e decisi della lingua araba a farcelo credere ma magari, quei tali, si stanno solo salutando.

C’è chi indossa la gonna e chi il velo, chi si copre i capelli e chi li porta sciolti.
Ci sono donne al volante e anziani a piedi, bimbi che vanno a scuola e altri alla moschea.
Mi sento libera, in Tunisia, di essere me stessa così come la mia cultura e la mia educazioni mi hanno forgiato, senza imposizioni o obblighi morali ma con la sola e sana voglia di conoscersi a vicenda, venendosi incontro quando e dove faccia piacere a entrambi.
Come ultima tappa del giorno, a una settantina di chilometri da Kairouan, mi sposto in direzione di El Jem, una delle città più romane di tutta la Tunisia.
È proprio qui che si trova infatti il terzo anfiteatro romano del mondo per grandezza, dopo il Colosseo e quello di Capua: un pezzetto della storia di Roma in terra d’Africa, come una traccia lasciata da chi ci ha preceduto e che, quasi quasi, fa sentire a casa anche noi.

All’interno l’acustica è fenomenale e, sebbene gli originali rivestimenti di marmo bianco siano stati del tutti smantellati per il riutilizzo del materiale, la struttura è ad oggi ancora ben conservata, tanto che ci si aspetta da un momento all’altro di veder spuntare da qualche parte un gladiatore.
Uno scenario che confonde e stranisce un po’ ma che fa riflettere sulla potenza di un’Impero – quello romano – e della sua infinita espansione.


Voglia di Tunisia?
A portarvi, come me, sulle belle spiagge di Hammamet e Kelibia – e poi in escursione alla scoperta del Paese – ci pensa InViaggi.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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