Il “miracolo del sole” ad Abu Simbel: io c’ero e ve lo racconto

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Ad Abu Simbel il “miracolo del sole” si ripete, anche quest’anno così come ogni 22 febbraio: un fenomeno unico, che da millenni rende così speciale questo meraviglioso sito nell’estremo Sud dell’Egitto, richiamando visitatori da tutto il mondo.
Un momento magico a cui ho avuto la fortuna di assistere, con gli occhi che brillano e i brividi sulla pelle.

Miracolo del sole

Il “miracolo del sole” ad Abu Simbel: io c’ero e ve lo racconto

La partenza da Aswan è a notte fonde. È mezzanotte quando salgo a bordo di un pulmino che, saltellando sulle strade e nel bel mezzo del deserto, fra il buio pesto della notte egiziana, porta me ed i miei compagni di viaggio fino a Sud, quasi al confine con il Sudan.
4 ore abbondanti di tragitto, sonnecchiando, riparandoci dall’escursione termica con i giubbotti pesanti e sgranocchiando qualcosa tra un chilometro e l’altro.
Inganniamo il tempo chiacchierando e c’è addirittura chi non ce la fa più, e si addentra nelle tenebre per provare l’emozione di fare la pipì tra le dune 😉

Ed eccoci poi arrivare ad Abu Simbel.
Una folla incredibile si ammassa davanti ai metal detector all’ingresso, mentre voci arabe strillano qualcosa, facendo battere il cuore forte, in quell’ammasso di energia palpabile che si sprigiona e si diffonde, tra gruppi di turisti, la banda, decine di asiatici in abiti tradizionali, telecamere e giornalisti.
Non ci assomigliano, parliamo lingue diverse ma aspettiamo tutti la stessa cosa: il “miracolo del sole”!

Miracolo del Sole Abu SimbelQuando entro nel tempio il sole non ha ancora fatto capolino dal Lago Nasser ma il cielo ha già cominciato a tingersi di azzurro, rosa, lilla…
Sono in prima fila, oltre le transenne, proprio davanti al busto di Ramsete II e alle altre statue che, all’alba di ogni 22 febbraio e 22 ottobre, vengono colpite dai raggi dell’astro nascente. Essi, penetrando dalla porta, investono il sovrano per qualche minuto, trasmettendo il senso teologico dell’illuminazione del Faraone e dell’unione con la divinità.
Un fenomeno in apparenza prodigioso e paranormale ma che, in realtà, è il frutto dei precisi calcoli di straordinari architetti del passato…e le date mica sono casuali! Il “miracolo del sole” capita infatti allo scoccare di due giornate molto importanti: la nascita e l’incoronazione del Faraone.

Ad un tratto le luci si spengono, l’oscurità ci avvolge e un vocio generalizzato fa presagire qualcosa.
Passa qualche istante e…ecco che accade!
Un timidissimo raggio avanza, poi un fascio di luce e nello stupore comune il miracolo prende vita.

Le ombre degli smartphone danzano impazzite sul fondale illuminato mentre mi accorgo che una fila infinita di visitatori comincia a scorrere oltre le barricate. Chini e rapidi, attraversano il corridoio svelti; lanciano uno sguardo e se ne vanno, spinti in avanti dalla sicurezza al grido di “yalla, yalla“.

Ho appena il tempo di rendermi conto di ciò che ho vissuto che già sono fuori, a godermi il tempio di Abu Simbel alla luce del giorno…e a farmi pizzicare dalle telecamere di Rai 3 che, nella puntata de “Alle Falde del Kilimangiaro” del 26 febbraio 2017, mi immortalano lì, a scattarmi un selfie in uno dei luoghi più affascinanti dell’intero pianeta!

 

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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