Russia 2018: nelle città dei mondiali di calcio con FIFA

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Mosca e Sochi, accompagnate da San Pietroburgo e Kazan, saranno le protagoniste della Russia 2018, un Paese che si prepara ad accogliere i prossimi mondiali di calcio, di ritorno in Europa dopo ben 12 anni di assenza.
Questa è la Russia che ho incontrato, questo è ciò che ho conosciuto e vissuto nel mio viaggio insieme a FIFA.

Russia 2018: nelle città dei mondiali di calcio con FIFA

Il pullman imbottigliato nel traffico e lavori in corso ovunque: quella che mi dà il bevenuto è una Mosca in rapido sviluppo e trasformazione, in cui cui tutto cambia e si migliora giorno dopo giorno, in vista dei mondiali di calcio 2018.
Anche il grande stadio Lužniki , scelto per ospitare la finale, è stato ristrutturato e tirato a lucido, con la sua enorme hall bianca sfavillante e le 78 mila (e oltre) sedute, meticolosamente coperte e pronte ad accomodare migliaia di fan urlanti e la loro adrenalina.
Scendo le gradinate piano e mi sforzo di immaginarlo pieno, con le bandiere e gli striscioni, i cori e le grida, fino all’ultimo goal.

Ma Russia 2018 è anche sinonimo di Sochi, ex scenario delle Olimpiadi Invernali e, ad oggi, frequentatissima località balneare al confine con la Georgia.
Una città studiata e ideata per lo sport, in cui in un’ora si passa dalle rive del Mar Nero agli oltre 2000 metri dello stabilimento sciistico Rosa Khutor, in cui tra i residui della neve invernale scorgo le piste, gli impianti e il villaggio olimpico, che accolse gli atleti nel 2014.
Sochi è quel posto in cui è possibile lanciarsi nel vuoto dai 207 metri dello Sky Park, dove provare l’ebrezza di sfrecciare su una vera pista di Formula 1 all’autodromo cittadino e in cui vivere l’avventura di una discesa in kayak, lungo le impervie rapide del fiume.

Dalla terrazza del Tulip Inn che mi ospita, nel buio della notte russa, vedo brillare le luci del polo sportivo più ampio e complesso che io abbia mai visto mentre in lontananza si fanno notare gli alti getti colorati di una spettacolare fontana danzante.

Ma per me, a Sochi, è tempo di “prime volte”, quelle così emozionanti da essere semplicemente indimenticabili, come una partita di Confederation Cup che sancisce il mio primo ingresso in uno stadio.
Germania VS Camerun, tra le tribune del Fisht Stadium, con una sciarpa camerunense in mano e una tedesca sulle ginocchia.
Perchè a me poco importa il vincitore, io applaudo allo sport, alla passione, al talento di quei 22 atleti in campo…mentre una Ola fa quattro volte il giro dello stadio, unendo migliaia di tifosi e spettatori di ogni razza e nazione.

Federica, 24 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale.
Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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