Da Santiago del Cile ad Ushuaia: il mio viaggio in Patagonia con Hotelplan

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Con un’estensione di oltre 4.000 chilometri e una larghezza di soli 180, il Cile è il Paese più lungo del mondo che si sviluppa, snello, lungo l’imponente Cordigliera delle Ande.
Dodici giorni per esplorarlo e un itinerario da seguire: il mio viaggio in Patagonia con Hotelplan.

Da Santiago del Cile ad Ushuaia: il mio viaggio in Patagonia con Hotelplan

È mattino presto quando, dopo 15 lunghe ore di volo, atterro finalmente a Santiago, la grande e vivace capitale del Cile.
È lei il mio punto di partenza per questa nuova avventura sudamericana, un’esperienza da brividi sulla pelle, alla scoperta degli sterminati paesaggi delle regioni più meridionali del pianeta.

Ad accogliermi in città è una splendida giornata di sole, con quel piacevole clima fresco tipico della primavera australe.
Nonostante i suoi 6 milioni di abitanti, a Santiago si respira una particolare atmosfera provinciale, a tratti quasi europea, dove antico e moderno convivono e si fondono in un unico stile del tutto originale, quello che è il filo conduttore della mia passeggiata per il centro storico.
È qui che le due torri neoclassiche della Cattedrale di Santiago – il simbolo della metropoli – si specchiano nelle ampie vetrate del recentissimo palazzo adiacente, in una Plaza De Armas  che pare quasi un giardino botanico, fra palme, arbusti e aiuole fiorite.

Vedo bandiere ovunque, a testimonianza del forte patriottismo cileno, percepisco il carattere progressista e cosmopolita della città ma, allo stesso tempo, quello sgangherato carretto al lato della strada che vende “mote con huesillo“ – una bevanda fresca a base di pesca e grano – mi riporta subito con i piedi per terra, a stretto contatto con quello stile di vita ancora così semplice e autentico tipico dell’America Latina.
Rimango incantata di fronte a stazioni della metropolitana tutte dipinte e curate mentre mi perdo fra i profumi e i colori del Mercado Central, dove bancarelle e ristoranti espongono i loro prodotti migliori al profumo di empanadas fritte e dulce de leche.

Ma l’avventura quella vera, il mio incredibile viaggio in Patagonia, comincia su di un aereo che atterra a Punta Arenas, capitale della Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena.
Mi trovo a Sud – molto a Sud – e ad attendermi è il vicino Parco Nazionale di Torres del Paine, che poi tanto vicino non è dal momento che ci si impiega ben cinque ore di auto per raggiungerlo.
Dalle ampie vetrate vista montagne dell’Hotel Las Torres, il mio nido di coccole tra i selvaggi scenari della Patagonia, rimango folgorata sin da subito da quell’ambiente così crudo e autentico, in cui il buongiorno me lo dà una mandria di cavalli che, al galoppo, invade improvvisamente il mio campo visivo come in un film.
Il freddo è secco, il vento soffia costante e l’aria sa di muschio e terra bagnata quando, di buon mattino, comincio il mio percorso di trekking fra le bellezze del territorio.
Il mio primo approccio con questa Terra è quasi in punta di piedi, con la soggezione di chi un posto così non l’ha vissuto mai ma con la curiosità e la voglia di mettermi alla prova ancora, con il sorriso in tasca e a braccetto con Madre Natura.

Ma le emozioni non sono ancora finite: è tempo di imbarcarsi, di navigare, di mettersi nei panni degli antichi esploratori e di salpare verso le terre più incontaminate ed estreme…la Fin del mundo è sempre più vicina!
I ponti e le cabine della Ventus Australis diventano così la mia casa galleggiante per ben 4 giorni, in quella che definirei un’esperienza da “almeno una volta nella vita”, un indimenticabile viaggio in Patagonia.
Il percorso è pazzesco: dal porto di Punta Arenas fino a quello di Ushuaia, in Argentina, attraversando la Terra del Fuoco dove – a dire il vero – di caldo c’è solo il tè, quello che amo sorseggiare lentamente, nei momenti di relax tra un’escursione e l’altra.
Si sbarca per mezzo di motoscafi che sfrecciano sulle acque gelide; corrono veloci e agili fino all’approdo successivo, sulle coste della Ainsworth Bay con vista sul Ghiacciaio Marinelli e sino all’Isolotto Tuckers, popolato da un’adorabile colonia di pinguini.
E ancora si procede, passando per l’Avenida de Los Glaciares fino alle pendici del Ghiacciaio Pia, così maestoso e imponente, nobile ed elegante, con quei suoi pinnacoli di ghiaccio che sembrano quasi essere stati scolpiti da un artista.

Ma il meglio del mio viaggio in Patagonia deve ancora venire!
55°58′48″S 67°17′21″W: queste le coordinate di Capo Horn,  la vera e indiscussa fine del mondo, lì dove si conclude ufficialmente la mia missione, dopo un’intera notte di navigazione.
Raggiungo la cima dell’isola con il fiatone e il cuore in gola. Il vento mi schiaffeggia il viso, le labbra sono rigide ma, da lassù, si gode di un panorama incredibile.
Ho raggiunto la meta, ho completato l’obiettivo, nella porzione di terra emersa più meridionale di tutti e cinque i continenti: più a Sud c’è solo l’Antartide, a Nord tutto il resto del mondo.
Spalanco gli occhi, respiro profondamente e accanto al monumento dell’albatros, simbolo dell’isola, so finalmente di avercela fatta: ho conquistato la Terra del Fuoco!


Come partire per un’avventura così intensa ed emozionante?
Semplice, insieme ad Hotelplan!
Si tratta del tour operator italiano nato dall’esperienza di chi ha esplorato il mondo per mostrarlo a chi vorrebbe scoprirlo, sinonimo di alta qualità, ricercatezza e professionalità.
Un tour operator attraverso cui realizzare i propri sogni di viaggio, un team di esperti pronti a esaudire ogni desiderio, supportando il cliente in ogni fase di creazione del proprio itinerario, dal volo al soggiorno, dalla partenza sino al ritorno.
Senza pensieri né preoccupazioni, solo Viaggi Inconfondibili!

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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