Saona ieri, Saona oggi

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Dopo tanti messaggi scambiati su Facebook e dopo ben due anni trascorsi, ho il piacere di rincontrare qui a Bayahibe Stefano Ciattone, il mitico gestore di Bayatour, l’agenzia di eco-turismo di cui ho già avuto modo di parlare su TravelliAMO.
Pescarese di nascita ma dominicano di adozione è la persona ideale a cui affidarsi per le proprie escursioni sull’isola; noi, nonostante ci fossimo già stati, decidiamo di concederci una nuova visita alla meravigliosa Saona, battezzata da Colombo al suo arrivo nel Caribe.

Stefano partirà con noi, con la sua lancia nuova di zecca, insieme ad una ventina di altri ospiti ed il suo fantastico staff.
Pronti, partenza via… una giornata di mare, musica, Mamajuana e pesce fresco ci aspetta!

Senza nulla togliere agli incantevoli colori caraibici, all’azzurro intenso del mare, al blu cobalto del cielo e al bianco abbagliante della sabbia corallina, anche a Saona tristemente riscontriamo ciò che già ci aveva colpito al Viva Dominicus.
Per prima cosa, quello scorcio di paradiso che Stefano, dal 2001, si era ritagliato sull’isola, oggi è approdo di diverse agenzie turistiche; quel sapore  incontaminato che faceva di Canto della Playa uno dei più begl’angoli di mondo che io avessi mai visto, è ora solo un lontano ricordo. Folla, vocio, e spartizione degli spazi, quasi come lungo il litorale hotelliero.


Per non parlare della fauna marina!
Ricordavamo delle piscine naturali colme di stelle marine, grandi, rosse in cui ci si imbatteva ad ogni passo.
Oggi? Una sorta di “aguzza la vista”! Senz’altro un’emozione per chi prima d’ora non c’era mai stato ma, per noi, quelle 3 misere stelline non sono state altro che l’ennesimo segnale di quanto il turismo massificato e la mancata tutela ambientale stiano danneggiando questo meraviglioso paese con una velocità strabiliante!

Toccare con mano questi cambiamenti, notarli con i miei stessi occhi mi fa sentire incredibilmente fortunata; mi rendo conto di come, tra poco tempo, tutto ciò che io ho potuto sperimentare in questi anni, nella Repubblica Dominicana così come in molti altri paesi nel mondo, sarà solo un lontano passato, qualcosa da ammirare con nostalgia sulle foto ricordo di chi ha avuto la possibilità di viverlo.
Una vera tristezza, un danno irreparabile che alcuni chiamano PROGRESSO…..progresso? A mio parere un vero e proprio REGRESSO!

Detto ciò, rassicuro gli interessati che nulla potrà mai oscurare il calore del Caribe! L’accoglienza degli abitanti di Mano Juan, il paesino di pescatori che sorge sull’Isla Saona; nulla intaccherà la sua atmosfera briosa,  il sole che picchia a mezzogiorno mentre, seduti all’ombra del palme, ci si gusta un’ottima aragosta grigliata.
E ancora il sapore del Ron, sorseggiato a ritmo di salsa e, ultimo ma non per importanza, l’arcobaleno di colori che, al calar del sole, accompagna il nostro ritorno in albergo.


Ancora una volta…GRAZIE STEFANO!

Federica, 28 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Discussion4 commenti

  1. Sοno 1 sеttimana chе cerco e qսеsto ɑrticolo è l’unica cօsa interеsѕante che hoo visto.

    Davvero prеgevole. Se tutte le ρersоne che creano sitі web badassserо a dare materiale appassionante come questo il web sarеbbe di sicսro più fruibile.
    Gгaziе.

    • federica04

      Ti ringrazio!
      E’ sempre bello sapere che i contenuti che scrivo, oltre a permettermi di esprimere la mia passione, siano anche utili e piacevoli per chi legge.
      Continua a seguirmi =)

    • federica04

      Ti ringrazio!
      Seguimi anche su Facebook e Twitter e…torna a trovarmi =)

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