Oltre a Sofia c’è di più: visitare il Monastero di Rila, Patrimonio dell’UNESCO in Bulgaria

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Situato in una location da favola, a 1.147 metri sul livello del mare, il Monastero di Rila è il più grande  di tutta la Bulgaria e, dal 1983, detiene orgogliosamente il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Visitare il Monastero di Rila, Patrimonio dell’UNESCO in Bulgaria

Io l’ho visitato in una mattinata di gennaio e l’ho trovato così, completamente immerso nella neve, in un paesaggio praticamente iridescente e con una luce talmente forte da rendere i colori estremamente saturi e brillanti.

La prima cosa da considerare, visitando il Monastero di Rila, è che si tratta di un luogo sacro: attenzione dunque al dress code, che d’inverno non è certo un problema, ma che d’estate vieta abbigliamento troppo scoperto come canottiere, minigonne o pantaloncini corti.

Come raggiungere il Monastero di Rila

Il Monastero di Rila si trova 120 km da Sofia.
Partendo in auto dalla capitale ci vogliono circa 2 ore di tragitto, percorrendo l’E79 in direzione Sofia – Pernik – Dupnitsa e proseguendo, da quest’ultimo villaggio, per una trentina di chilometri seguendo le indicazioni.
Il parcheggio di fronte al complesso è a pagamento.

Volendoci arrivare con i mezzi pubblici, è possibile prendere un autobus che parte tutti i giorni dalla stazione Ovcha Kupel ma i tempi di percorrenza si dilatano notevolmente.

L’ultima opzione è probabilmente quella più consigliata che consiste nel prenotare la visita con un’agenzia locale, attraverso il supporto dei Tourist Information Centres, situati in tre punti diversi del centro urbano:

  1. Tourist Information Centre – Sofia
    Tsar Osvoboditel Blvd, 22
  2. The Largo Tourist Information Centre
    Metrostation Serdica, 2
  3.  Info Point Chitalnyata (The reading room)
    All’interno del City Garden

La storia del Monastero di Rila

A fondare il Monastero di Rila fu l’eremita San Ivan Rilski nel lontano X secolo. Egli abitava in una grotta a circa 4 km di distanza e furono i suoi discepoli a lavorare per lui, poggiando la prima pietra di quello che attualmente è un complesso decisamente più vasto che include anche una chiesa, una torre difensiva e una zona residenziale.
La storia del monastero è piuttosto travagliata e l’ha visto subire diverse distruzioni, ricostruzioni e innumerevoli restauri e ampliamenti nel corso dei secoli.La struttura, come la si vede oggi, risale ai primi decenni del XIX secolo ma ciò che l’ha resa così importante è stata la sua capacità di custodire cultura e tradizioni religiose durante l’invasione ottomana, diventando un vero e proprio simbolo dell’ortodossia bulgara.

Visita al Monastero di Rila

Guardandolo da fuori, racchiuso tra possenti mura di pietra che lo fanno assomigliare quasi a una fortezza, non mi aspettavo certo che il Monastero di Rila esplodesse così, con le sue tinte calde e accese, in netto contrasto cromatico con l’azzurro terso del cielo.
La cupola gialla, un porticato policromo bianco, rosso e nero e le pareti completamente ricoperte di meravigliosi affreschi variopinti, rendono la splendida Chiesa della Navità – al centro dello spiazzo interno – un vero piacere per gli occhi, con un’architettura sicuramente inusuale e originale rispetto agli edifici ecclesiastici a cui sono da sempre abituata.

Tutt’attorno si sviluppano le balconate del refettorio e le celle monastiche mentre la Torre Hrelyova, tozza e squadrata, sorveglia l’entrata laterale della chiesa.

Mi ci vuole un po’ per placare i sensi, per abituare la vista al bombardamento di sfumature e dettagli delle 1200 scene evangeliche dipinte sulle mura e sotto le arcate, nel periodo compreso tra il 1840 e il 1847.
A quell’ora del mattino non c’è ancora molta gente e ciò mi permette di godermi al massimo l’ambiente, osservandolo da più punti e angolazioni, con le montagne imbiancate oltre il perimetro del monastero e gli scorci attraverso gli archi d’ingresso, da ambo le parti.

Entro anche nella chiesa che, come religione ortodossa comanda, mi si presenta in tutta la sua ricchezza e opulenza. Tanto, tantissimo oro, attorno all’altare e al di sopra del pavimento di marmo decorato con motivi geometrici.
Icone sacre campeggiano lungo le pareti e attorno al presbiterio mentre gli affreschi tappezzano il soffitto e l’interno della cupola.


Oltre al Monastero di Rila…

La Bulgaria è la terra dei monasteri e delle chiese e, per chi avesse ulteriore tempo a disposizione, segnalo altri due punti di interesse, molto più vicini a Sofia e facilmente raggiungibili, anche con i mezzi pubblici:

Monastero di Dragalevtzi: risalente al XIV secolo e distante solo 3 km dalla capitale, è un complesso raccolto e apparentemente isolato, che io scopro facendomi largo tra la nebbia, percorrendo un sentiero alberato completamente innevato.
La cappella del monastero è piccola e intima e vi si accede da una porticina in legno. Dentro le travi nude e le pareti in pietra sorreggono una volta in cui si può ammirare ciò che resta degli affreschi originali, parzialmente  cancellati dal tempo.

Chiesa di Boyana:  patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1979, si trova alle pendici del Monte Vitosha, a 9 km dal centro di  Sofia.
La costruzione della chiesa risale a tre momenti diversi e sulle sue mura sono dipinte un totale di 89 scene, con 240 figure umane realizzate a partire dal 1259 su vari strati sovrapposti.
Tutt’attorno, un fitto bosco di alberi ultracentenari, le cui intricatissime radice vanno persino a minacciare le fondamenta dell’edificio stesso.

Federica, 28 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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