Il tempo non si misura…ed #iomimeraviglio, con Bibite Sanpellegrino

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“Mai prima d’ora abbiamo avuto così poco tempo per fare così tanto”

lo diceva un certo Roosvelt, trentaduesimo presidente degli Stati Uniti d’America, a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 del ’900.
Lo sosteneva già allora ma chissà cosa avrebbe da dire oggi, in questo ventunesimo secolo sempre più tech e smart, sempre più fast e speed, in cui, per risparmiare sulle sillabe, persino l’italiano diventa obsoleto.

Ed è così che da Milano a Roma ci si impiega meno di tre ore e che già si comincia a sbuffare quando la metro fa un minuto di ritardo.
E nemmeno telefonare serve più, perché basta un secondo per inviare un’e-mail, che con la GIF con scritto “AUGURI” non c’è nemmeno bisogno di sforzarsi a pensare.
Perché in questo pazzo mondo, in cui la rete Wi-Fi corre più rapida dei battiti del cuore, c’è qualcuno che ci chiede di essere sempre pronti, di saper camminare più veloce della nostra stessa ombra, in un fiume in piena che continua a scorrere e che  – ahinoi –  non tornerà mai alla sorgente.

Ma in questa gara sregolata, dove il cronometro non si ferma mai, vince chi è capace di pigiare il tasto “Pausa”, rimpossessandosi dei propri tempi e spazi, che rendono improvvisamente chiara quella tanto complicata quanto celebre teoria della relatività: perché la verità è che non esiste un tempo assoluto ma che ogni singolo individuo ha il diritto di vivere il suo nella propri personale misura, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.

Al di là delle grandi teorie, dei pensieri profondi di scienziati e poeti, se c’è una cosa che ho imparato viaggiando è che la vita, in fondo, è tutta questione di attimi, di piccole cose, di quei momenti unici che solo chi non ha fretta sa cogliere e apprezzare.
L’ho appreso in Kenya, davanti a quei bimbi capaci di mettersi in fila per ore per ricevere quella caramella che li farà sorridere per una settima almeno e l’ho provato sulla mia pelle in uno sperduto atollo polinesiano, dove pochi minuti di tramonto sull’Oceano valgono più di un intero viaggio dall’altra parte del mondo.
Comprendere e assimilare tutto ciò mi ha ammutolito per una buona mezz’ora, ad osservare da vicino gli elefanti abbeverarsi, nel bel mezzo della notte Africana che non chiede mai permesso, ma se ne va e viene, senza badare al tic-tac dell’orologio.
Una volta capito questo, ecco che tutto assume un’altra dimensione…e così eccomi con il telefono spento, finalmente offline, ad attendere il momento in cui le prime luci dell’alba invadono le vallate, fra le cime più alte delle Dolomiti: un panorama mozzafiato, uno spettacolo della natura…ed io mi meraviglio!

Rifletteteci gente, pensateci e provate un po’.
Siate padroni di quelle lancette e stupitevi di più, catturate anche voi la vostra meraviglia e partecipate alla seconda edizione del concorso #iomimeraviglio delle #bibitesanpellegrino per vincere ogni giorno fantastici premi.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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