In vacanza al Bravo Khao Lak: la mia Thailandia con Alpitour

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Sole, aria d’estate e lunghe distese di sabbia orlate da colline boscose: il mio 2020 da viaggiatrice comincia in Sud Est Asiatico, lungo quel tratto di costa thai che sale a Nord di Phuket.
Una settimana al Bravo Khao Lak, la nuova struttura a 5 stelle di Alpitour, per un inverno al caldo all’insegna della thainess.

In vacanza al Bravo Khao Lak: la mia Thailandia con Alpitour

È lì dove il Mare delle Andamane si apre a ridosso di una fitta vegetazione tropicale, nella provincia di Phang Nga, che sorge il Bravo Khao Lak, il nuovo villaggio firmato Bravo Club, venduto da Alpitour a partire da dicembre 2019.
Un vero e proprio eden primordiale, dove lasciarsi alle spalle la frenesia della quotidianità e aprire il cuore alla proverbiale ospitalità thailandese, che ho tanto apprezzato nel mio primo viaggio nel Paese e che ritrovo esattamente come ricordavo, in questo paradisiaco fazzoletto di Sud Est Asiatico.

Sono passati poco più di tre anni dall’ultima volta in Thailandia e non avrei potuto scegliere posto migliore in cui trascorrere il mio fine gennaio, per un inverno al caldo, lontano dalle rigide temperature europee.
L’atmosfera è estremamente tranquilla e rilassata al Bravo Khao Lak, una struttura che rende omaggio alla tradizione, con le sue ville su palafitta nello stile tipico delle case dei Moken, antica tribù delle Andamane.
Quella che lo circonda è una Thai insolita, fatta di lunghe spiagge color bronzo, dove passeggiare all’infinito godendo della pace più assoluta.
Tutt’intorno, la costa è popolata da piccoli villaggi di pescatori che sorgono alle pendici di verdi pendii lussureggianti, set cinematografico di kolossal del calibro di “Avatar”.

Poco meno di 2 ore di trasferimento separano il Bravo Khao Lak dall’aeroporto di Phuket, dove atterro che è ormai già sera.
È buio intorno e sono ben poche le luci di insegne e locali che illuminano la strada, in questa provincia thailandese – quella di Phang Nga – fra le più rurali e meno densamente popolate di tutta la nazione.
Una zona dove la gente vive di sussistenza, senza pretese, a stretto contatto con la giungla circostante, fitta e selvaggia.
Una posizione, quella del nuovo Bravo Club, che strizza l’occhio al relax e alla voglia di intimità ma una location al contempo strategica, per partire alla scoperta della Thailandia più autentica, fatta di villaggi locali, mercati tipici e templi dorati.

Trascorro le giornate a piedi nudi, con i capelli scompigliati dal vento e la pelle che si fa via via più scura.
Bikini e infradito da mattina a sera, un cocktail fresco fronte mare e lunghi pomeriggi a bordo piscina, ricaricando le batterie all’ombra delle palme.
È qui che riscopro il piacere del dolce-far-niente, di quel magico silenzio rigenerante, interrotto solo dal cinguettio degli uccellini.
Un senso di benessere, pace dei sensi e armonia che mi sento scorrere addosso come una carezza, delicata e melodiosa, come il dolce suono della lingua thai.

Ma un viaggio in Thailandia è anche esplorazione e scoperta e così eccomi al Bang Niang Market, un condensato di autentica thai, un centrifugato di colori e odori, tradizioni e tipicità.
Si tratta del mercato più noto di Khao Lak, che si anima per ben quattro giorni a settimana e che io scelgo di visitare al tramonto, quando le luci si scaldano e il sole cala lentamente alle spalle delle sue trecento bancarelle.
Souvenir, giocattoli, artigianato e abbigliamento ma anche bigiotteria, elettronica e tanto – tanto – cibo!
Il paradiso dello street food, un crogiolo di pura e semplice gastronomia del territorio, dove accanto a pollo in agrodolce e pad thai trovano spazio anche scorpioni, grilli fritti e cavallette.

Ma le sensazioni più forti, più profonde e intense, le vivo addentrandomi nell’entroterra, in un tour fra i luoghi sacri più importanti e affascinanti della regione.
Perché il Buddhismo, in Thailandia, non è solo una religione quanto piuttosto una forma mentis, uno stile di vita, cosí profondamente radicato nelle persone da influenzarne i modi e i gesti quotidiani, come il classico “Wai” – il saluto a capo chino e mani giunte – che sembra quasi una preghiera.
Entrare in un tempio buddhista è un’emozione, un’infusione di energia, che passa dalla testa fino ai piedi, costantemente nudi, come il culto insegna.

L’oro e il rosso sono i colori dominanti mentre il bianco, candido, fa da sfondo a lunghe fila di Buddha dorati, con il loro aspetto austero e ordinato ma, al contempo, estremamente serafico e rassicurante.
Dai templi celati nelle profondità di una grotta, come il Tam Praya Nakarach, a quelli più sfarzosi e vistosi, come il Wat Bang Riang con la sua alta pagoda d’oro, elegante custode delle preziose reliquie del Buddha.
A stupirmi anche il Wat Suwan Khuha dove, all’interno dei meandri di una buia caverna, trovo un Buddha di 15 metri, placidamente steso in stato di veglia, circondato da omaggi e lumini accesi.
Ad arricchire l’esperienza, un’ottima pausa pranzo in stile thai, un po’ piccante e agrodolce, fresca e genuina. Una cucina dal carattere deciso in cui i quattro gusti principali – dolce, salato, amaro e aspro – si equilibrano alla perfezione fra riso bianco e pollo fritto, intingoli speziati e una deliziosa zuppa di pesce a base di calamari, gamberetti, citronella e zenzero.

tramonto Thailandia - Federica Xotti

È però verso sera, passeggiando sulla spiaggia, che raccolgo i pensieri e i ricordi, i momenti vissuti e le emozioni, nell’intimità di un nuovo tramonto che incendia il cielo della Thailandia.
Un miraggio che si ripete, che sfuma lentamente per poi tornare, a dipingere di rosso, arancio e magia la mia cartolina del cuore, from Thailand with love, dal Bravo Khao Lak.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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