Kenya: un safari di emozioni

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Ancora mi stupisco quando, parlando con amici, conoscenti e viaggiatori, scopro che c’è chi, pur visitando il Kenya, sceglie deliberatamente di non partecipare a un safari.

Un safari nella savana. Un viaggio nel viaggio. Un’emozione unica, un’esperienza irripetibile che solo in pochi paesi al mondo è possibile sperimentare.
Un’occasione che, personalmente, non mi sarei mai e poi mai lasciata sfuggire!

Le aspettative sono grandi al momento della mia partenza per lo Tsavo East National Park ma nessuna lettura, nessun racconto, alcuna fotografia avrebbe potuto prepararmi all’incomparabile turbine di sensazioni che mi ha travolto quando, dopo pochi minuti dal nostro ingresso nel parco, mi sono ritrovata a pochi metri dai miei primi elefanti.
Elefanti! Di quelli veri…e non quelle povere creature da circo, malnutrite e depresse rinchiuse in un recinto allo zoo.
Bevono indisturbati, in piccoli gruppetti, schizzandosi con la proboscide di tanto in tanto; di noi nemmeno se ne accorgono.
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Incontriamo eleganti giraffe, zebre, scimmie curiose e dik dik. La strada rossa sotto i nostri pneumatici, la polvere tra i capelli e il calore della savana che ci accarezza la pelle; brividi di adrenalina ci invadono ad ogni incontro, ad ogni scontro, ad ogni verso. Parola d’ordine: aguzzare la vista!

E poi all’improvviso eccola là! Con un pelo di incoscienza ci inoltrimo in un fuori pista solo per lei, una leonessa solitaria che, all’ombra di un arbusto, si gode il suo relax.
Noi increduli, lei leggermente scocciata.
Noi in ammirazione, lei del tutto superiore e ben consapevole di ciò.

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Continuiamo a macinare kilometri. Attorno a noi paesaggi incontaminati, orizzonti infiniti e il silenzio.
Un barrito ogni tanto, il grido di un mcaco e il suono del vento tra gli arbusti.
Il nostro autista avvista animali in ogni dove e noi, come banderuole, ci voltiamo ora a destra, ora a sinistra; delle formichine impazzite a bordo di una jeep, armate di fotocamera e di quell’improbabile ambizione di immortalare tutto quanto.

Passano le ore e il sole cala.
Le luci si abbassano, le ombre si allungano e l’Africa, quella vera, si fa sentire sempre più.
Il tramonto nella savana non ha eguali, non ha paragoni…è pura emozione!

Provare per credere.

 

Federica, 28 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Discussion8 commenti

  1. Belle foto.
    Cosiglio per chi si reca in Africa.
    Portatevi un’esagerazione di schede di memoria per la macchina fotografica, la luce e i colori vi prendono la mano,e vi ritroverete, come me, a fare un’esagerazione di scatti.
    Ciao
    Franco

  2. Complimenti davvero per le foto!!! E dev’essere molto emozionante trovarsi in quei luoghi incantevoli, io sono più una tipa da musei e monumenti ma un pensierino ce lo sto facendo…
    Mchan

    • Grazie mille!
      Sì, confermo che trovarsi di fronte a cotante meraviglie è proprio un’esperienze indimenticabile che consiglierei a chiunque, anche a chi di solito è più portato a scegliere altre mete per le proprie vacanze;
      fortunatamente questi tipi di viaggi non sono più proibitivi come una volta (anche a livello economico) e perciò penso che perderseli sia davvero un grande peccato!

  3. Io mi emoziono solo a vedere le foto…. so già che piangerò come una bimba!
    Con gli animali ho la lacrima facile!!

    • A chi lo dici!
      In particolare nel momento in cui ti rendi conto di essere tu l’OSPITE e loro i veri PADRONI DI CASA: una sorta di soggezione mista a emozione e rispetto! Ti resta dentro….davvero!

  4. Non so se ti è successa la stessa cosa, ma al ritorno da ogni safari, sogno l’Africa ogni notte per parecchio tempo. Di notte mi tornano le immagini dei tramonti, degli alberi che si muovono e degli elefanti di Tsavo coperti di polvere rossa.

    • quanto mi riconosco!
      Credo si chiami “Mal d’Africa”: un misto di malinconia e adrenalina, al solo pensiero di essere stata proprio lí, su quella terra rossa, sotto quel cielo magico, con gli elefanti a un palmo di naso.

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