Il tempio di Hatshepsut in Egitto, come uno scrigno scavato nella roccia

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Forse meno conosciuto dei più noti templi di Karnak e Luxor, il tempio di Hatshepsut è un vero tesoro dell’antico Egitto, situato sulla sponda occidentale del Nilo, poco lontano dalla Valle dei Re.

Il tempio di Hatshepsut in Egitto, come uno scrigno scavato nella roccia

Visto da lontano, il tempio di Hatshepsut si presenta come un maestoso scrigno intarsiato, scavato nella roccia calda di Deir al-Bahri.
Le tre file di colonnati che lo compongono, disposte una sull’altra, creano un effetto ottico unico e ipnotico, alternando fasce color ocra a rettangolini scuri, tutti uguali tra loro.

Per raggiungere il viale d’ingresso, si sale a bordo di un trenino, che vaga indisturbato in un paesaggio del tutto vuoto e monocromo.
Un posto che pare quasi ultraterreno, dominato dalla sabbia e dall’imponente presenza del monolite da cui il tempio emerge, con la sua struttura alta ben 35 metri.

I motivi che rendono questo monumento funerario semplicemente unico sono presto detti: innanzitutto esso fu ideato e realizzato in onore della regina Hatshepsut, la sola donna faraone di origine egiziana. Secondariamente, a conferirgli il titolo di uno degli “incomparabili monumenti dell’antico Egitto” è la sua composizione su 3 livelli, 3 terrazzamenti sovrapposti, collegati da una rampa di scale centrale.
Il tempio risale alla XVIII dinastia e si presenta oggi, incredibilmente, in condizioni ottime, nonostante i danni subiti nel corso dei secoli a causa dell’ira di Thutmosi III che, per gelosia, provò a  distruggerlo.
Dopo il tentativo dei cristiani di trasformarlo in un monastero, esso venne poi preso sotto l’ala protettrice del governo, diventando protagonista, negli anni ’60, di un grandioso progetto di restauro ad opera di Egitto e Polonia.

Tutti i piani ospitano una doppia fila di colonne, alcune ancora alte e intatte mentre altre spezzate, come dei tronchi d’albero le cui radici mantengono viva la memoria della rigogliosa chioma originaria, degli antichi capitelli, sorretti da un busto fittamente decorato con geroglifici.

Un tempio che può essere considerato come un punto di incontro tra l’architettura egizia e quella classica, in cui sulle pareti di fondo, specialmente al livello inferiore, è ancora possibile ammirare scorci dei colori primitivi, rimasti inalterati dallo scorrere del tempo.

L’ingresso al tempio di Hatshepsut costa 30 lire egiziane ed è permesso dalle ore 8:00 alle 17:00.

Federica, 26 anni, friulana ma vivo a Milano. Laureata in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale. Travel addicted per nascita e travel blogger per passione, sono alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

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